Paradigma olografico

Paradigma olografico

L'universo è un illusione
Ask me anything

E’ qualche sera che fotografo tramonti, cieli rosa, spruzzi di rosso, profili di alberi verdi che diventano scuri ed un mare di nuvole. Mi nascondo nel buio, ogni sera, e mi fermo a guardare un cielo sempre diverso, ogni sera, ed ho un capogiro.
Una piacevole sensazione di moto di tutto l’ambiente circostante avvertita mentre il mio corpo sta fermo, piantato con i piedi per terra.
Non provo alcun turbamento, perfettamente a mio agio avvolto in mezzo a questa sensazione di rotazione.
In fin dei conti una vertigine non è altro che la rivoluzione di un corpo.

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Homeless (Shabalala/Paul Simon)

Credo vorrei una casa senza pareti, per poterti sempre toccare con gli occhi, per non perderti mai.
Costruzione vuota che riempie il cuore, quattro solide mura senza tramezzi, senza mezzi tra me e te. Superficie ampia senza limite fisico , in cui l’unico posto ammesso per giocare a nascondersi è il letto.
Lenzuola che fanno all’occorrenza una tenda alzata su con le gambe, improvvisato campeggio in cui accamparsi per raccontare le storie al far della sera. Unico divisorio ammesso un ammasso che si smonta e ci ricomprende ed una porta, nella stanza da bagno, per soddisfare la voglia di chieder permesso.
Una casa senza ostruzioni, dove vivere intensamente, inte(nsa)me(n)te abbattendo altre lettere che non sono utili a far reggere su,
intemete.

Stella del mattino - Ludovico Einaudi

Paolama mi ha gentilmente coinvolto in una bella iniziativa. Un tumblero o una tumblera ti nomina.
Allora si deve riportare un brano letterario amato, odiato o quel che sia.
Dopo di che si nominano altre tre persone. E così via.

Saffo: E’ monotono qui, Britomarti. Il mare è monotono. Tu che sei qui da tanto tempo, non t’annoi?
Britomarti: Preferivi quando eri mortale, lo so. Diventare un po’ d’onda che schiuma, non vi basta. Eppure cercate la morte. Tu perchè l’hai cercata?
Saffo: Non sapevo che fosse così. Credevo che tutto finisse con l’ultimo salto. Che il desiderio, l’inquietudine, il tumulto sarebbero spenti. Il mare inghiotte, il mare annienta, mi dicevo.
Britomarti: Tutto muore nel mare, e rivive. Ora lo sai
[…]
Saffo: Tu non eri mortale e sapevi che a niente si sfugge.
Britomarti: Non ho fuggito i desideri, Saffo. Quel che desidero ce l’ho. Prima ero ninfa delle rupi, ora del mare. Siamo fatte di questo. La nostra vita è foglia e tronco,polla d’acqua, schiuma d’onda. Noi giochiamo a sfiorare le cose, non fuggiamo. Mutiamo. Questo è il nostro desiderio e il destino. Nostro solo terrore è che un uomo ci possegga, ci fermi. Allora si che sarebbe la fine.

Tratto da ”Dialoghi con Leucò” di Cesare Pavese (Schiuma d’onda)

Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi (parole d’adio scritte su una copia de I dialoghi con Leucò” ritrovata accanto al suo corpo)

Com-presa e con-tenuta

Non ho mai avuto una vita facile e non credo che la vita facile esista, almeno per me. Dato per morto alla nascita non consegno i voleri.

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