Paradigma olografico

Paradigma olografico

L'universo è un illusione
Ask me anything

Quieta non movere et mota quietare
Oculi mei, ad portum ite ad quietem
Stare decisis.

Chiamo

Chiamare, chiamo. Chiamare chi-amo
chiamo la luce,
con la mia voce roca di avvinazzato
altero e rauco grido al notturno
bisogno, levare
il bicchiere al doppio di un sogno,
è mia casa, è parete
pare, te nella certezza di mano mia
mia, che stringe mano
ma no, solo cara all’affetto degli occhi
affetto da pathos chiamo, o chi chiamo,
chiamo, chi-amo, chiamo, chi-amo, chiamo.
Chiamo.

Al di là oltremare, oltremodo
oltre il suolo che insieme calpestiamo di rado
diradando ogni volta quei dubbi taglienti
che s’affacciano oltre la nostra grassa terra,
campo curato di frasi e concimato di semi
campo bagnato di lacrime e da noi posseduto
in un oltraggiante au-delà,
di là da venire, e verrà.

Sei euforbia ed elicrisio,
assenza da veleno e sole oro,
selvaggi ciuffi che spuntan dalla roccia
colore vivo, e profumo d’argalizia.

P: “Stasera ho tanta voglia di uscire. Tanta voglia di aria, Di fiume pure, che anche se ha un odore forte e’ pur sempre acqua.
Scorre. C’è un punto in cui trova le rocce, e proprio lì si vede che cammina più forte, che non sta fermo”
P: “Ti fa sentire in movimento ? Quando lo guardi?
P: “Sbatte.
E si incaglia. L’acqua si incaglia, poi si libera ai lati”
P: “Ti senti così?”
P: “Voglia di scorrere”
P: “Ti senti così, dentro?”
P: “Bisogno di sbattere”
P: “Sbattere contro chi? Contro cosa?”
P: “Contro qualunque cosa che sta ferma, come volesse impedire il movimento”
P: “Perché vuoi farti male o essere fermato?”
P: “Nessuna delle due. Solo per passarci sopra, e di lato, sprigionando forza, l’acqua non si fa male. L’acqua non la ferma nessuno”
P: ” Per fortuna”
P: “Non la si trattiene”
P: “Per scorrere”
P: “Libero di scorrere come l’acqua e non frenare ‘l agitazione’, senza dolore. Lo stato di moto non lo devi fermare”
P: “Come le cascate di oggi. O i ruscelli”
P: “Mi piace vedere bene il suo camminar, la forza con cui si muove. Se non ci fosse la roccia sembrerebbe fermo”.
P: “Acqua fresca”
P: “Acqua gelida”
P: “Buona sulle labbra calde per il sole”
P: “Buona sulla pelle sotto forma di gocce.
Immergere la mano nel moto dell acqua, metterla di taglio e sentirla filtrare tra le dita, con la mano che si sposta”
P: “Mi piace
P: “Piace anche a me.
Star fermo stasera imprigiona il mio stato di moto e così penso all’acqua del fiume , all’acqua del Tevere che scorre forte contro le rocce a sinistra del ponte”

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